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Correzione del terreno calcareo

 

Per correggere il terreno calcareo l’apporto di sostanze organiche acidificanti è un’ottima tecnica, il risultato però dipende anche dalle quantità degli apporti, dal grado di calcare e dalla tipologia del terreno, se è argilloso la miscela tra sost. organica e terra sarà più difficoltosa e quindi l’operazione richiederà piu tempo.
In ogni caso la correzione del terreno non è mai definitiva e semplice a farsi, infatti si deve considerare il potere tampone, che attenua il ph degli apporti che andiamo a fare e la soluzione circolante del terreno, le irrigazioni e le pioggie che aiutano la natura originaria a riproporsi, quindi il consiglio è di operare senza fretta, apportando molta sostanza organica, che oltre al ph corregge anche la struttura e la fertilità della terra e aumenta la presenza dei microorganismi, che sono utili indirettamente alle piante per la sintesi delle sostanze nutritive e per la formazione di un buon humus, la sostanza apportata, per sortire l’effetto desiderato dovrà decomporsi e dovrà essere miscelata al terreno, ripetendo almeno un paio di volte questa pratica con uno strato di circa 5 cm aggiungendo anche del solfato di ferro durante le lavorazioni in modo da ottenere un buon abbassamento del ph.
Per mantenerlo, si dovrà continuare a pacciamare con sostanze acidificanti, come: aghi di conifere,  fondi di caffé, scarti di frutta/verdura, polvere di legno, segatura e corteccie di pino (di pezzatura ridotta)  e poi ogni tanto( una volta o due all’anno) apportare circa 20/40 gr per metro quadro di solfato di ferro.                                                                 Nel caso della polvere di legno e della segatura è bene accertarsi della provenienza, per evitare contaminazioni con colle, solventi,vernici e residui chimici dell’industria della falegnameria.

Importante ricordare che i terreni calcarei possono portare alcune piante sensibili, alla clorosi ferrica, una forte carenza di ferro che fa ingiallire e macchiare le foglie e porta la pianta ad un deperimento progressivo, questo accade perchè il ferro presente nell’acqua di irrigazione, nella soluzione circolante o nei concimi che somministriamo si lega al calcare del terreno diventando così inutilizzabile dalle nostre piante, per  questo in presenza di terreni calcarei, una o due volte l’anno in corrispondenza della primavera e/o in agosto puo essere utile somministrare alle piante del chelato di ferro, che evita la clorosi ferrica.



   

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